Libero Emidio Viveri

Introduzione di Libero Emidio Viveri

Nel ricordo degli ideali di libertà per cui si svolse la lotta partigiana nell’albenganese

 

LA  RESISTENZA  CONTINUA

 

 

 L’unità politica e morale

                                                                   della Resistenza

 

Con la giornata di domenica 12 giugno 1966, la città di Albenga conclude le celebrazioni del ventennale della Liberazione e conclude col doveroso ricordo di coloro che pagarano con la vita la partecipazione alla lotta per la libertà, la giustizia, la democrazia.

Lotta impari, se non per forze, per mezzi: solo una ferrea volontà, alimentata da altri sentimenti ha potuto sostenere e vincere i momenti più difficili.

La Resistenza non è nata dopo l’8 settembre 1943: la Resistenza è esistita anche durante il ventennio fascista, ma in forma diversa, con il sacrificio della libertà di tanti carcerati, il dolore e la nostalgia degli esiliati, che per ragioni obiettive non poterono trovare quella unità organizzativa necessaria per iniziare una lotta decisiva.

Il 25 luglio 1943, con la caduta del fascismo, la Resistenza passò ancor più in secondo piano: i partiti antifascisti sembravano paghi di essere ritornati alla normalità. La fine dell’azione clandestina aveva dato la senzazione che tutto fosse risolto, che la libertà e la democrazia fossero definitivamente acquisite. Ma non ci volle troppo tempo per destarci alla realtà: l’8 settembre mise gli italiani di fronte ad una situazione ben più tragica e triste. Quelladata segnò l’inizio del più drammatico periodo storico, segnò anche l’inizio di una nuova epopea popolare che giustamente si può definire << secondo Risorgimento>>.

Ricordiamo: l’inizio del movimento partigiano, primache militare, fù politico. Gli esponenti dell’antifascismo si trovarono per la prima volta uniti: comunisti, socialisti, democratici cristiani, repubblicani ed azionisti. Si diede vita ai Comitati di Liberazione a tutti i livelli e subito dopo si ebbero le prime << bande >> partigiane, in seguito organizzate secondo le regole militari.

E con le formazioni partigiane operanti sui monti, si costituirono pure squadre di azione patriottica (S.A.P. e G.A.P.) la cui azione si svolgeva nelle città e nei paesi.

Ritengo non necessario ricordare persone ed episodi: le luci e le ombre di una lotta armata durata dicianove mesi: l’unità politica e morale di quel tempo: l’accettazione da parte di tutti di ogni sacrificio: la certezza di tutti di compiere il proprio dovere. Tutte queste cose hanno fatto di quel periodo la più bella espressione delle virtù popolari.

E venne l’alba del 25 aprile: la speranza si fece realtà. L’indipendenza, la libertà, la democrazia, sognata nelle <<baite>> di montagna o nel chiuso delle nostre case, nei campi di concentramento e nelle carceri erano ormai nostre.

Ma il 25 aprile, se coincide con la fine della guerra armata, segnò una nuova e grave responsabilità: la ricostruzione morale e materiale. Fu compito non facile, ma ancora una volta l’unitàdi intenti e la concordia ebbero la meglio e resero possibile un celebre avvioalla normalità.

Quanto durò questa unità e questa concordia? Qui mi fermo per lasciare ad ognuno il più spassionato giudizio.

Vorrei chiudere questa breve introduzione ricordando il contributo dato da Albenga e dall’Albenganese alla lotta di Liberazione: due Divisioni Garibaldine operanti, una divisione S.A.P., un Comitato di Liberazione circondariale: trentadue Comitati di Liberazione comunali e frazionali.

Sono passati molti anni, il ricordo di quei tempi è per noi ancora vivo, ma soprattutto è viva la volontà di difendere i valori della Resistenza: è dare, ancora, con lo spirito di allora, il nostro contributo perché venga salvarguardata la pace.

 

 

                                                                                 Libero Emidio Viveri

      presidente del comitato

per le celebrazioni del

         ventennale della Resistenza