Ines Negri

Ricordare Ines Negri

Di Anna Traverso

Coordinamento Donne ANPI Savona

Una foto un po’ logora, di quelle che una volta venivano costruite in uno studio fotografico, ci mostra una giovane donna che sorride spavalda da dentro una cornice che porta a sinistra la scritta “SAVONA” e a destra l’anno “1944”.
La donna ha un vestito leggero, con le maniche corte e quindi probabilmente siamo in estate: l’estate del 1944, la stagione in cui Ines Negri, che ci sorride dalla foto, verrà fucilata dai fascisti il 16 agosto, a soli 27 anni. Sulla cronaca cittadina di un quiotidiano locale, il 19 agosto 1944 comparirà un trafiletto dal titolo “Una donna fucilata perché istigatrice alla diserzione”.

Il testo così recitava: “il giorno 16 agosto XXII u.s., è stata condannata alla pena di morte mediante fucilazione, certa Negri Ines, nata a Savona l’8 ottobre 1916, colpevole di aver incitato alla diserzione diversi soldati della Divisione<<San Marco>>. La sentenza è stata eseguitta. Questa condanna è un monito per tutti coloro che credono di poter impunemente minare le schiere dell’Esercito Repubblicano e compiere il nuovo tradimento. Una donna ha pagato con la vita, rea di aver incitato i figli migliori d’Italia ad abbandonare le gloriose tradite bandiere della Patria. Gli italiani indegni di questo nome apprendano da questo episodio che chiunque con atti e parole si renderà colpevole di talia azioni saràn passato passato per le armi così come si pagano i due volte traditori”.
Ines Negri era nata al’otto Ottobre del 1916, ma non a Savona, bensì a Casanova Lerrone, nella frazione Maremo Soprano. In famiglia c’era già un bambino, Ettore, nato nel 1915 e, dopo di lei, nacquero Tullio nel 1921, Alessio nel 1926 ed infine Ivalda nel 1932.

E’ strana la sorte di Ines Negri, infatti le fonti riportano spesso notizie non veritiere sulla sua vita. Oltre al luogo, troviamo a volte sbagliata anche la data di nascita. Viene riportato che la sua professione fosse di parrucchiera, cosa non veritiera. In realtà Ines si dedicò alla borsa nera vendendo soprattutto olio a Savona e da questa vendita otteneva scarpe ed altri oggetti utili per i partigiani, faceva infatti la stafetta nella Brigata Cristoni. Ma qualche volta, quando raramente tornava in famiglia, aveva un regalo anche per i fratelli, come quella volta che portò alla piccola sorella Ivalda un paio di sandaletti.
In alcuni testi si trova che il suo nome di battaglia fosse”Giorgio”, ma anche questa è una notizia controversa, come quella che sarebbe stata per un breve periodo operaia alla Scarpa e Magnano.
Si era sposata ail 23 Gennaio 1942 con Gualberto Tamarindo, che era di Leca d’Albenga, e con il quale andò a Savona, quando egli disertò.

Sulla guancia sinistra Ines aveva una voglia violace, che lei cercava di nasconder con il trucco, ma che fu probalbimente quello che la tradì. Aveva infatti cercato di convincere alcuni componenti della San Marco a disertare e fu probabilmente uno di questi che la denunciò. Fu violentata e torturata sia dai tedeschi a Villa Faraggiana, che dai fascisti e quindi, come già detto fucilata ad Albissola Mare, nonostante le avessero detto che l’avrebbero rilasciata. La famiglia non ha potuto ottenere il corpo, infatti Ines fu immediamente sepolta nel cimitero vecchio di Albissola Mare, mentre il padre venne a conoscenza della morte della figlia perché lo lesse sul giornale. Solo alla fine degli anni sessanta il corpo fu trasferito a Casanova Lerrone.

Circa un mese dopo la sua morte fu intestato a suo nome l’11 ^ Distaccamento della 2 ^ Brigata Garibaldi. Era un distaccamento di circa 30 volontari che operava nella zona di Zuccarello, Erli, Pietra Ligure, Albenga.
Ad Abissola Mare il ricordo di Ines Negri è vivo, le è stata intitolata una via e una scuola materna.
Il nove novembre 2005 venne scoperta una lapide sul muro della casa in cui Ines Negri nacque. Alla cerimonia parteciparono, oltre al Sindaco di Casanova Lerrone e quello di Albissola Mare, molti Sindaci della zona e l’allora presidente della sezione ANPI di Albissola Marina Giuseppe Noberasco.

La lapide recita: “Il giorno 8 Ottobre 1916, in questa casa, nacque Ines Negri che sacrificò la sua giovane vita per la libertà della Patria cadendo sotto i colpi dei nazi-fascisti il 16 Agosto 1944 in Albissola Mare”.

L’impegno per far emergere dal silenzio il contributo che le donne hanno dato alla Resistenza per costruire un Paese democratico, antifascista e senza guerre passa anche attraverso l’approfondimento su una figura come quella di Ines Negri ed è un impegno che l’ANPI savonese intende onorare.